VINITALY 2022 - The Winesetter
3288
post-template-default,single,single-post,postid-3288,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-16.3,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.7,vc_responsive

VINITALY 2022

Caro Vinitaly ti scrivo : sono passate circa due settimane da quando ci siamo rivisti dopo ben due anni di lontananza forzata. Appena ho varcato le porte devo dire che mi sono sentita un po’ persa ed anche molto emozionata: ho vagato per circa venti minuti con il naso all’insù ( magari se quei numeri dei padiglioni riuscissi a metterli più bassi per le prossime volte, non sarebbe male). In tanti sono venuti a trovarti: 25.000 operatori stranieri da 139 paesi (quindi il 28% degli 88.000 operatori arrivati in fiera). Grande scelta quella di ridurre gli ingressi in quantità che ha di conseguenza aumentato la qualità degli ospiti presenti. I produttori chiedevano questo da anni e anche io per la prima volta non mi sono ritrovata a scontrarmi con persone poco sobrie che vagavano tra gli stand senza una meta precisa come negli anni passati. Altra nota di merito, la scelta dei due giorni riservati solo agli operatori e non al pubblico generico.

Ti hanno dato decine di aggettivi : il Vinitaly della Rinascita, della Ripartenza, della Libertà ecc.., così come ti hanno criticato per l’organizzazione delle navette, per gli spostamenti tra la fiera e la stazione, per il congestionamento del traffico: la storia più vecchia di Vinitaly come ogni anno le solite lamentele: logico è che se hai un treno alle 17,35 non puoi pretendere di uscire dagli stand elle 17,05 e non rischiare di perderlo. Idem per le lamentele degli ospiti (non i produttori) sulle uscite dai parcheggi limitrofi dove come sempre si creano imbottigliamenti: basta parcheggiare nel centro commerciale che sta a 10 minuti di camminata, non troverai mai code o quant’altro.

Sembra abbia avuto molto successo anche Vinitaly and the City con i suoi eventi, dove i winelovers si sono ritrovati nelle piazze della bella Verona. Personalmente quest’anno per la prima volta in tanti anni ho deciso invece di viverti al 100% e non sono mai andata in centro città: circa 16 km al giorno camminati, tanti impegni di lavoro tra cui l’onore di aver partecipato come mediatore alla conferenza del progetto Abruzzo Sostenibile, nato dalla collaborazione tra Helmut Koecher, Patron del Merano Wine Festival, la Regione Abruzzo e la Camera di Commercio Chieti-Pescara. La sera, per scelta, non ho partecipato ad alcun evento, ho preferito riposarmi e raccogliere le idee lontano dalla confusione nella pace di Villa Cariola, che si trova tra le colline del Lago di Garda e la vista del Monte Baldo. ( Sarà stata anche l’età che avanza, non ho più il fisico per fare la baldoria fino alle due di notte)

I tuoi Stand li ho trovati più belli, più curati del solito, i produttori sorridenti con la voglia di raccontarsi e far degustare i vini. Se posso fare una considerazione, i miei complimenti proprio ai produttori che dopo due anni di pandemia e difficoltà economiche, hanno investito e creduto in te. Non entro nelle dinamiche di quelli che hanno affermato oggi l’inutilità delle fiere, ognuno ha il suo pensiero e prenderà le decisioni migliori per il futuro delle proprie aziende.

Per concludere, voglio ringraziarti caro Vinitaly perchè questa 54° esima edizione è stata per me una delle più entusiasmanti ed intense alla quale abbia mai partecipato. Possiamo dire qualsiasi cosa, ma sei comunque un punto di riferimento per winelovers, produttori ed addetti ai lavori. Non si può essere perfetti e c’è sempre margine di miglioramento, ma non vedo l’ora di incontrarti di nuovo nell’edizione 2023 dal 02 al 05 Aprile.

Ad Majora!!!

Simona Geri – The Winesetter –

No Comments

Post A Comment