UNA GRANDE DONNA DELLO CHAMPAGNE: MADAME POMMERY | The Winesetter
2801
post-template-default,single,single-post,postid-2801,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-16.3,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.7,vc_responsive

UNA GRANDE DONNA DELLO CHAMPAGNE: MADAME POMMERY

Probabilmente ancora oggi il Brut, il cui dosaggio zuccherino può arrivare al massimo a 12 g\l, è la tipologia di Champagne più apprezzata e venduta al mondo anche se, forse non tutti lo sanno, questo grande vino francese, una volta, era ben diverso da come lo conosciamo oggi.

Infatti, Henry Vizetelly, editore e scrittore inglese che visse in Francia, nel 1885 pubblicò un libro intitolato Facts About Champagne and Other Sparkling Wines” dove si leggeva, tra varie curiosità, che i dosaggi dello Champagne, a quel tempo un vero e proprio vino dolce, erano personalizzati in base al Paese esportazione!

Un esempio: gli Stati Uniti richiedevano tra i 100 e i 160 g\l per bottiglia, il mercato tedesco fra 250 e 300 g\l, mentre in Russia si arrivava ad un dosaggio di circa 350 g\l. Praticamente gli Zar bevevano sciroppi effervescenti! Ben diverso ed in controtendenza era il mercato inglese, che per importanza rivaleggiava con quello russo, dove il dosaggio medio dello champagne variava fra i 20 e i 60 g\l. All’epoca, pertanto, erano i più secchi in assoluto.

Questa tendenza a bere bollicine stucchevoli fu messa in discussione da una grande donna dello Champagne: Jeanne Alexandrine Louise Mélin ovvero Madame Pommery.

Nata ad una manciata di chilometri da Reims, Louise si sposò presto con Alexandre Pommery, un giovanotto intraprendente che commerciava lana e produceva vino. Rimasta vedova a trentanove anni, con due figli, non esitò a seguire i suggerimenti e le orme di un’altra “vedova dello Champagne”,Barbe Nicole Ponsardin Cliquot, assumendo nel 1858 il controllo dell’azienda vinicola di famiglia pur non avendo nessuna esperienza al seguito.

La sua intraprendenza la portò, anzitutto, a rivedere il packaging delle sue bottiglie, a rivedere le strategie di promozione e, qualche anno dopo, ad acquistare cento cave di gesso, le c.d. crayeres, sotto la città di Reims dando vita per 10 anni al più grande cantiere del secolo e trasformando questi luoghi di origine gallo-romana in vere e proprie cantine di conservazione.

La sua passione per la cultura britannica la spinsero nel corso del tempo a costruire sopra ai crayères uno chateau in stile elisabettiano ma, sopratutto, la portarono a studiare e a privilegiare quasi esclusivamente relazioni commerciali con i clienti di oltre Manica offrendo loro, come già detto in precedenza, ciò che amavano bere di più: Champagne secchi!

Da donna forte e visionaria, Madame Pommery portò avanti questo progetto e obbligò Victor Lambert, il suo chef de cave, a ridurre la quantità di zucchero all’interno della liqueur d’expedition producendo, nel 1874, il primo Brut, nonché millesimato, della Maison che la stessa Louise, dopo averlo degustato per la prima volta, definì “leggero e raffinato”.

Aveva fatto centro! Il successo, infatti, andò oltre le più floride previsioni tanto che Andre Louis Simon, nel 1905, all’interno della sua “History Of The Champagne Trade In England” scrisse: «L’annata che fu venduta ai prezzi più alti mai pagati a Londra per lo Champagne fu quella del 1874, probabilmente il primo millesimato Brut o Nature in senso stretto comparso in Inghilterra».

Jeanne Alexandrine Louise Mélin è stata una grande imprenditrice ma, al tempo, è stata anche una donna di grande generosità e ampie vedute perché fu la prima a istituire la cassa previdenziale per i suoi dipendenti e a costituire una carta etica d’impresa. Non solo. Donò alla città di Reims un orfanotrofio e destinò al Museo di Belle Arti una collezione di circa ottocentocinquanta oggetti artistici di pregiata porcellana. Sarà infine sempre lei che acquisterà il famoso quadro di Millet, Le spigolatrici, per farne dono al Louvre, scongiurando l’eventualità che finisse in mani di collezionisti privati.

Madame Pommery morì a settantuno anni e, grazie al lavoro che svolto non solo per la Champagne ma anche per tutta la Francia, fu la prima donna a essere onorata con un funerale di stato. Come ulteriore omaggio, lo stesso Presidente della Repubblica Francese, Sadi Carnot, fece cambiare con un decreto legge il nome di Chigny, città natale di Louise, in Chigny-les-Roses, in ricordo della sua grande passione per le rose. Ancora oggi, in quella deliziosa cittadina delle Ardenne, il busto in bronzo di Louise sovrasta la fontana al centro della piazza che porta il suo nome.

PER LA SERIE : #DONNECONGLIATTRIBUTI

Simona Geri – The Winesetter

No Comments

Post A Comment